Una sera del venerdi nisseno.
Organizzato da un regista nisseno Luca Vullo: LA VOCE DEL CORPO!
Il titolo era molto interessante. Ero curioso di cosa si
trattava, ma avevo visto il trailer del cortometraggio circolato su Facebook. Si vede
che si parla del linguaggio dei gesti dei siciliani a differenza della
Lingua dei Segni Italiana usata dai sordi.
Ci siamo recati alla Villa Barile: io, Fiorinda, Alessandra e Daniele.
Ci avviamo alla Villa pieni di emozione e di curiosità. Fiorinda era ansiosa di vedere il film. E anch'io lo ero. Lo erano anche Alessandra e Daniele.
Ci sedemmo e ci accomodammo nelle poltrone nella sala del cine-forum.
Il film comincia e si racconta della Storia in Sicilia, che il popolo
siciliano in realtà dal punto di vista storico era mischiato dai Greci
ai Fenici, dagli Arabi ai Romani, dai Punici ai Cartaginesi. Un sacco di
gente che passava di qua e di là nel Meditteraneo.
Una bellissima storia ed interessante!
C'erano anche delle interviste dei personaggi importanti siciliani: giornalisti, cabarettisti, attori, artisti. Come Lello Analfino dei TINTURIA oppure di Salvo La Rosa il conduttore del progrmma televisivo "INSIEME" su Antenna Sicilia; o dell'attrice Lucia Sardo. Le interviste erano interessate e divertenti. Ci sono anche dei sketch dei protagonisti del cortometraggio.
Notammo che in Sicilia, oltre ai gesti ed al dialetto, esiste anche la
Lingua dei Segni usata dalla Comunità Sorda siciliana. Però è molto
diverso dai gesti.
Infatti parlammo che non era corretto dire: LINGUAGGIO DEI SEGNI (che
tra l'altro la maggior parte in Italia lo scrivono ancora oggi) ed
abbiamo appurato che il termine corretto per noi Sordi è LINGUA DEI
SEGNI perchè abbiamo pure la Grammatica dei Segni e dalle numerose
ricerche del CNR-ISTC.
Nel film si raccontava anche del modo di gesticolare dei siciliani: dal
modo teatrale alla cultura, specialmente siciliana. E qui scopriamo che
esiste la differenza di due modi: quella lillibetiana (cioè la parte
occidentale detta alla "palermitana") e la siracusana (la parte orientale meglio detto alla
"catanese"). La cosa interessante è che a Caltanissetta che è al centro
siamo mischiati nei due dialetti: lillibetiano e siracusano.
E sul finire del film abbiamo discusso in una specie di forum e noi
intervenemmo alla domanda di Luca Vullo che la Lingua dei Segni è molto
diverso come è stato detto e raccontanto nei minuti del film. La Lingua
dei Segni è incomprensibile anche nei gesti siciliani.
Infatti abbiamo anche parlando dal punto di vista politico e legislativo
che secondo Luca il regista che la LIS era riconosciuta dalla Legge
Regionale, ed io intervengo: in realtà non è riconosciuta giuridicamente
dalla Regione. La Legge Regionale [4 novembre 2011 numero 23] recita
negli articoli che la LIS promuove e diffonde nella società civile nei
territori della Regione Siciliana attraverso l'insegnamento nelle scuole
e nelle Università; può essere utilizzata nelle TV regionali come i
cosiddetti TG LIS; e può essere diffusa in tutti i campi ed ambienti per
una buona informazione tra la gente.
Infatti dissi a Luca ed alle persone presenti nella sala che la Lingua dei Segni
attualmente non è possibile che venga riconosciuta da un territorio
regionale perchè giuridicamente ci vuole appunto una Legge Nazionale che
in realtà esiste ed è fermo in Camera dei Deputati la pdl C. 4207
"Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone
sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni
italiana" che purtroppo siamo fermi e che la politica italiana è
strettamente morsa da due gruppi: gli Oralisti (spesso della FIADDA e sostenuta
dagli anti-LIS) e degli Segnanti (dell'ENS e dei pro-LIS). Difatti ho detto che anche noi siamo BILINGUISTI, cioè siamo liberi di parlare anche dall'inglese e dallo siciliano.
Una bellissima discussione e chiacchierata, e i nostri amici: Fiorinda,
Alessandra e Daniele eravamo molto contenti che abbiamo cercato di dare
una piccola dimostrazione all'opinione pubblica a Caltanissetta.
Mi complimento e mi congratulo con il regista per il cortometraggio LA
VOCE DEL CORPO che ci racconta anche una piccola esistenza per pochi
minuti della Comunità Sorda siciliana nel filmato.
SURDUS VII
Il mio Blog Personale che scrivo sull'Arte, Storia dell'Arte, sul mondo dei Beni Culturali, sulla Politica, sulla Lingua dei Segni Italiana, sulla Cultura Sorda, sull'Associazionismo, sulla Comunità Sorda.
martedì 29 maggio 2012
domenica 27 maggio 2012
RITORNARE INDIETRO
vorrei tanto ritornare indietro nel 2011 per ripristinare con gli amici e
colleghi di altre associazioni sordi sia etero sia glbt per
ricominciare di nuove avventure di arricchire le esperienze sia per il
prossimo sia personale... ma purtroppo a causa di una persona che ha
mancato del rispetto verso me che ho delle idee per la mia terra, per la
mia comunità, nonostante quella persona è del Nord Italia non significa
che venga qui in Sicilia a governare e guidare al Comunità Sorda
siciliana, non importa se il Sordo è etero o gay o bisex o lesbo: SIAMO
SEMPLICEMENTE SORDI!!! [A. A.]
Etichette:
deaf story,
Surdus VII
| Reazioni: |
venerdì 25 maggio 2012
DIARIO DI UN SORDO VICINO ALLA LAUREA
Caro diario, oggi è un bel sabato di primavera.
E’ il 24 Marzo del 2012.
Sono a casa mia, a San Cataldo, sono seduto davanti alla mia scrivania a battere questo articolo. Un piccolo passatempo giusto da svagarmi per una piccola pausa nel battere e ribattere la mia bozza della tesi di laurea.
Oggi osservo i miei anni passati tra Messina e San Cataldo che sono passati da circa 4 anni e mezzo!!!
Ricordo come se fosse ieri.
Era l’ottobre del 2007 che girai mezza Sicilia a cercare un’idea del mio futuro; dopo essersi diplomato dalla mia scuola l’ex Istituto Statale d’Arte “Flippo Juvara” (oggi in base ad un decreto è denominato in Liceo Artistico). Ogni tanto quando posso faccio un salto alla mia vecchia scuola.
L’ultima volta che ci sono tornato dopo più di 6 anni fa è stato per aiutare i due gemelli Sordi di Serradifalco. Melissa e Marco. I due teppistelli, ma simpatici.
Era un SMS del mio ex prof Baio che era disperato e mi chiese un incontro.
Accettai per curiosità, dall’inizio, ero ignaro di chi erano i due neo-juvarini che erano pure Sordi, come me.
Il giorno dopo andai e trovai questa sorpresa!!!
Erano proprio questi due ragazzi che già li conoscevo.
Il professore era anche contento di rivedermi. Lo erano anche gli ex prof dello Juvara, ed ovviamente non potevano mancare anche i bidelli. Alcuni ci sono, altri si sono trasferiti. Erano contenti di averli dati una mano perchè i gemelli non sono “oralisti”, ma segnanti (cioè segnano la Lingua dei Segni). Ed ero uno dei Sordi ex juvarini a conoscere la LIS: oltre io, Alessandra, Fiorinda, Daniele, Paola.
Mi dissero che in questa scuola sono “cresciuti” molti sordi provenienti dalle città, oltre la mia San Cataldo: Montedoro, Caltanissetta, Barrafranca, Ravanusa, eccetera! Insomma dalle parti di Agrigento e di Enna.
Accidenti!!!
Scrivendo questo diario multimediale, mi sono venuti i ricordi juvarini: i miei ex prof e gli ex compagni di scuola. Già abbiamo fatto la rimpatriata, qualche anno fa, più o meno. Era stato organizzato da Vincenzo M.; in realtà ci avevo pure pensato io l’idea di una rimpatriata, ma poi per futili motivi di impegni ho tralasciato la rimaptriata.
Erano i bei tempi!!!
Erano belli i disegni del mio amico Paolo, Christian detto Done ST, di Giuseppe detto Peppe, di Lalla, di Fatima e di molti altri (scusatemi se non vi ho citati il che siete in tanti da aggiungere).
Molti si sono iscritti alle Università, altri alle Accademie d’arte. Alcuni sono trasferiti in altre parti d’Italia per lavoro, altri in Europa o in qualche angolo di un Paese straniero.
E io mi sono finito a Messina nell’Università all’Annunziata.
Ricordo che misi piede, ed era un giorno freddo, mi accompagnò mia madre nei primi giorni. Il giorno seguente mi trasferì all’Istituto per Sordi a Boccetta. Qui conobbi tanti ragazzi, miei coetanei. Molti Sordi siciliani e calabresi.
Ricordo un amico che era un matto di fatto. Era Marco, veniva dalla Calabria, credo che era di Palmi. Il suo preferito era prima di fare un piccolo giretto e poi fare centro con un pugno. Diceva che era pre sentire le sue orecchie.
Un ragazzo fantastico!!!
Faceva ridere le sue “provocazioni”. Mi ricordo che spesso litigavano con Umberto detto “Topo Coco”. Meglio che non vi dico il motivo del sopranome se no… Era famoso Umberto!!!
Con Umberto e Marco, a Boccetta, nell’Istituto non si annoiava mai. Quasi mai. Tutte le sere, tutti i pomeriggi, tutte le ore.
Ricordo che Salvo, l’educatore, e io lo prendevamo spesso per portarlo in camera. Era testardo, tosto, furbo e… Aveva tanti difetti, ma aveva pure qualche virtù.
Conobbi per la prima volta padre Pietro, il direttore dell’istituto, era considerato come il nonno dei sordi. Era buono, altruista, intelligente, colto. Era simpatico, un tipo responsabile. Ed era anche “taccagno” in fatto di soldi, cioè nel senso che sapeva fare bene i conti ed era molto furbo.
Un grande era padre Pietro. Oggi credo che si a palermo nell’Istituto per Sordi di Palermo. C’è ne sono due che hanno la stessa denominazione: uno a Palermo e l’altro nella “mia” Messina, il Sant’Annibale Maria Di Francia!
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 4 anni e mezzo!!!
Ho tanti ricordi di avventure e di disavventure. La mia vita a Messina non era facile. Cercavo di “entrare” nella comunità sorda. Era la prima volta che vivevo con i simili, che erano come se fossero me stesso: erano Sordi.
Alcuni questi compagni sono diplomati dalle scuole e sono tornati nelle loro case d’origine, altri hanno preso altre strade, continuando a restare qui a Messina.
Il mio primo litigio, non posso di certo dimenticare, è stato per una stupidaggine. All’epoca ero “oralista” e cercavo di convincere i sordi a parlare come me. Molti non erano d’accordo con me. Alcuni si erano “chiusi” e non mi accettavano come amico!
Poi con il tempo e con l’aiuto di due cari amici: Pippo e Ciccio, due ragazzi di Aidone e l’altro di Santa Croce di Camerina.
Uno mi era molto simpatico ed andavamo quasi d’accordo, forse perchè dal punto di vista territoriale eravamo vicini Enna e Caltanissetta per soli 20 chilometri. Ed ecco che a volte andavamo d’accordo. In realtà eravamo due secchioni dell’Istituto.
Ricordo a malapena che amava studiare diverse lingue del ondo, dal coreano al giapponese, dall’hindi all’arabo. Era un glottilogo. Quante volte cercavo di convincerlo ad iscriversi all’Università.
Lo ero anche con Ciccio, un tipo simpatico, allegro. E’ stato lui a stimolarmi e ha cercato in tutti i modi ad entrare nel Comitato Giovani Sordi Italiani, la più grande associazione dei Sordi giovani d’Italia.
In realtà ero alla conoscenza, ma non accettavo la mia identità Sorda!
Con il tempo imparai molto di più a conoscermi, dal punto di vista psicologico e socio-culturale della comunità sorda.
E in quel tempo che passavo con loro finalmente quasi mi trovai la mia vera identità: ero Sordo!!!
Spesso mi convincevo che ero malato d’orecchi. Spesso mi convincevo che tra qualche tempo potevo diventare un udente: troppo spesso sognavo di poter telefonare, di poter parlare in qualsiasi posizione.
Era un’illusione!!!
Se non avessi conosciuto Ciccio oggi non sarei arrivato a questo livello, ad a fare molto per il CGSI. Grazie a Ciccio mi avvicinai molto di più anche ai miei coetanei nisseni: Alessandra, Fiorinda, Andrea e molti di loro.
Cercai anche di conquistare la fiducia nei ragazzi sordi nisseni e quelli dell’istituto messinese.
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 4 anni e mezzo!!!
Litigavo, discutevo e per la prima volta sognavo con delle mani che volavano nell’aria e che mi muovevo in modo strano. Era una cosa che non avevo mai sognato, nè provato in vita mia. Ricordo che confidò con la mia amica Fiorinda e mi disse che era la mia vera natura: ERO SORDO!!!
Ed ecco perchè sognavo con delle mani che volavano nell’aria: era la Lingua dei Segni. Era la LIS che spesso comunicavo. Di solito ero abituato, come se fossi da udente a “parlare” in Italiano.
Ma anche la LIS, con il tempo imparai molto veloce a conoscere la grammatica ed altre nozioni della LIS.
In poco tempo mi resi conto che la LIS era una lingua come delle altre lingue, e mi resi conto che riuscivo a comprendermi molto meglio con la Lingua dei Segni Italiana che con l’italiano.
Daniele, all’epoca era uno studente universitario a Firenze, e mi disse che era un fatto naturale ed era normale che quella parte che mi mancava era quella dell’IO. Cioè che ero io la Persona Sorda.
Mi ci è voluto parecchio tempo.
Poi con le pressioni di Ciccio tentai di convincermi a provare a fare nuove esperienze nel CGSI, cominciai ad entrare, mi candidai e feci tante attività, non solo a Caltanissetta, anche in tutte le parti della Sicilia. Di qui conobbi altri ragazzi, altri colleghi provinciali del CGSI siciliano. Ne conobbi tanti ragazzi e ragazze. Era una vera e grande comunità Sorda!
Mi ricordo che cercavo di comprendere e di apprendere la LIS che spesso si segnavano tra ragazzi Sordi. Ma anche gli Udenti segnavano la LIS. Alcuni. Erano figli di genitori sordi. Ovvio!
E sono passati 8 anni nel CGSI nisseno. Adesso a guidare è Alessandra, una mia cara amica. Nonchè mia compaesana!
Grazie a questo CGSI ho seguito quasi tutti seminari interessanti: l’Identità Sorda di Nazzareno, dell’Associazionismo e del Mondo dei Sordi di Humberto, della Sordofobia di Vetuschi e di molti altri Sordi che hanno fatto molto per migliorare la Comunità Sorda!!!
E da quel giorno mi sono conosciuto dell’io e ho esplorato il mondo dei Sordi e la Comunità Sorda. E sono passati per più di dieci anni. Saranno iniziati dal lontano 2005.
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 12 anni e mezzo!!!
E oggi???
Sono arrivato a un nuovo livello con nuove conoscenze, tramite il CGSI, a nuovi amici, nuovi colleghi di varie associazioni giovanili del Nisseno: ACLI, FUCI, “Giovani & Sociale”, Consulta Giovanili.
Una bellissima esperienza e sono passati del parecchio tempo.
Ed ecco che sono arrivato pure in politica. Sono iscritto ad un partito politico per far valere i diritti e doveri ai Sordi. Per migliorare e creare dei servizi alla società civile, per una politica di integrazione sociale tra Sordi ed Udenti con la LIS e l’italiano parlato, ma anche di scrittura.
E il tempo non passa mai!
E in facoltà passavano gli anni di proteste, di rinvi delle lezioni, dei trasferimenti. Passavo da un ufficio all’altro dei prof. Spesso i prof fanno il doppio lavoro. Spesso facevo avanti ed indietro, salivo e scendevo per le scale, per cercare dei prof, ma spesso erano assenti. E andavo da un ufficio all’altro delle segreterie in qualche parte di Messina, dalla piazza Antonello a quello centrale in piazza Pugliatti.
Un calvario all’universitaria; anzi alla Messinese!
Ricordo che mi accompagnavano sempre una ditta per circa 3 anni, per il trasporto tra l’istituto e la facoltà. Credo che era la ditta “Puleo Viaggi”.
La facoltà di Lettere e Filosofia è nella zona di Annunziata. C’è un bell’edificio moderno con i ferri di colore rosso e di vetri di colore azzurro. Sembra un incorocio tra terra e cielo. Forse era questo l’architetto che aveva progettato una cosa d’arte cosi particolare.
E adesso dopo 3 anni e mezzo per la prima volta andai a piedi a conoscere finalmente la mia Messina. Vidi e scattai qualche foto in qua e in là dei bei monumenti che prima d’ora non li vedevo.
E spesso ci andavo in facoltà con il tram tra Boccetta alla fermata di fronte della Prefettura e salivo alle spalle del Palazzo Antonello per le scale per poi andare nella parte opposta di viale Principe Umberto nelle parti del Cristo Re. E andavo, per raggiungere alla facoltà, alla capolinea del tram, di fronte del Museo Regionale di Messina.
Era la fermata ultima che poi si scendeva e si percorreva con le navette per poi andare ovviamente alla facoltà. Per la prima volta mi sentivo veramente uno studente universitario. Ero stanco di sentirmi come se fossi un “disabile dell’udito”!
E sono passati parecchio tempo. In facoltà ci andavo alle lezioni da un’aula all’altra e davo gli esami nei due sessioni degli appelli all’esame: estivo ed invernale.
Ricordo che nel 2010, era il mese di Giugno ed ero presente all’appello della sessione estiva, e qui ho un record personale: ho dato per più di 6 esami in un solo mese!!!
Una bella soddisfazione era quell’estate del 2010.
Ora sono passato all’anno del 2012 e sono al primo anno fuori corso. E’ passato del tempo burrascoso: tra scioperi, problemi burocratici e per il passaggio a causa della Riforma Gelmini. E qui mi scattai la mia preoccupazione e le difficoltà: alcuni prof erano trasferiti, altri erano andati in pensione. Il mio Corso di Laurea “Beni Culturali” era di fatto abolito.
Ricordo che al primo anno universitario ero in un altro corso, quello di Storia. All’inizio pensai che i corsi erano liberi ed aperti come tutte le Università italiane; invece era un corso a numero limitato. E cosi la prof, la responsabile dell’ufficio Disabili, professoressa Gensabella mi consiglio di studiare per poco tempo alla Storia che alcune materie erano simile al corso prescelto da me.
Passato per un anno ed arrivò il mese d’agosto mi prepari dei documenti: passaggio al corso prescelto e superai l’esame del test. Riusci ad entrare nel Corso di “Beni Culturali”.
E oggi sono passati quasi 3 anni.
Mamma mia sono passati quasi più di 3 anni or sono!!!
E adesso sono arrivato a meno di 5 materie da consegnare agli esami all’appello estivo. E già da parecchio tempo batto e ribatto gli appunti la bozza della tesi di laurea!
Sono passati esattamente 4 anni e mezzo a sentirmi un mezzo nisseno e un mezzo messinese.
Secondo il mio amico napoletano, che lavorava come custode e portiere dell’istituto, Giulio, oggi è in pensione (o forse è morto?) che spesso in portineria facevamo quattro salti in “padella”, chiacchieravamo e scherzavamo.
L’unico ricordo che mi è rimasto di Giulio è quella di avermi fregato un euro per un libro, credevo che in portineria si vendeva pure dei libri e invece… Un galantuomo!!!
Un portiere molto spiritoso e furbo!!!
Secondo lui ero io l’unico anormale dell’istituto, con la A maiuscola.
Quante risate facevamo io e Giulio.
E sono passati 4 anni e mezzo e già ho raccontato abbastanza la mia storia da studente universitario.
Un ricordo che me lo conserverò nel mio cuore, e chiedo scusa a molti amici che non li ho citati, ma prometto che lo scriverò in qualche libro, solo i libri ha tanto spazio e potete leggerli, ma in un libro elettronico è tanto.
Ciao diario e grazie di avermi dato del tempo a scrivere i miei più belli ricordi a Messina.
fonte: [SNS - Social Network Sordi]
E’ il 24 Marzo del 2012.
Sono a casa mia, a San Cataldo, sono seduto davanti alla mia scrivania a battere questo articolo. Un piccolo passatempo giusto da svagarmi per una piccola pausa nel battere e ribattere la mia bozza della tesi di laurea.
Oggi osservo i miei anni passati tra Messina e San Cataldo che sono passati da circa 4 anni e mezzo!!!
Ricordo come se fosse ieri.
Era l’ottobre del 2007 che girai mezza Sicilia a cercare un’idea del mio futuro; dopo essersi diplomato dalla mia scuola l’ex Istituto Statale d’Arte “Flippo Juvara” (oggi in base ad un decreto è denominato in Liceo Artistico). Ogni tanto quando posso faccio un salto alla mia vecchia scuola.
L’ultima volta che ci sono tornato dopo più di 6 anni fa è stato per aiutare i due gemelli Sordi di Serradifalco. Melissa e Marco. I due teppistelli, ma simpatici.
Era un SMS del mio ex prof Baio che era disperato e mi chiese un incontro.
Accettai per curiosità, dall’inizio, ero ignaro di chi erano i due neo-juvarini che erano pure Sordi, come me.
Il giorno dopo andai e trovai questa sorpresa!!!
Erano proprio questi due ragazzi che già li conoscevo.
Il professore era anche contento di rivedermi. Lo erano anche gli ex prof dello Juvara, ed ovviamente non potevano mancare anche i bidelli. Alcuni ci sono, altri si sono trasferiti. Erano contenti di averli dati una mano perchè i gemelli non sono “oralisti”, ma segnanti (cioè segnano la Lingua dei Segni). Ed ero uno dei Sordi ex juvarini a conoscere la LIS: oltre io, Alessandra, Fiorinda, Daniele, Paola.
Mi dissero che in questa scuola sono “cresciuti” molti sordi provenienti dalle città, oltre la mia San Cataldo: Montedoro, Caltanissetta, Barrafranca, Ravanusa, eccetera! Insomma dalle parti di Agrigento e di Enna.
Accidenti!!!
Scrivendo questo diario multimediale, mi sono venuti i ricordi juvarini: i miei ex prof e gli ex compagni di scuola. Già abbiamo fatto la rimpatriata, qualche anno fa, più o meno. Era stato organizzato da Vincenzo M.; in realtà ci avevo pure pensato io l’idea di una rimpatriata, ma poi per futili motivi di impegni ho tralasciato la rimaptriata.
Erano i bei tempi!!!
Erano belli i disegni del mio amico Paolo, Christian detto Done ST, di Giuseppe detto Peppe, di Lalla, di Fatima e di molti altri (scusatemi se non vi ho citati il che siete in tanti da aggiungere).
Molti si sono iscritti alle Università, altri alle Accademie d’arte. Alcuni sono trasferiti in altre parti d’Italia per lavoro, altri in Europa o in qualche angolo di un Paese straniero.
E io mi sono finito a Messina nell’Università all’Annunziata.
Ricordo che misi piede, ed era un giorno freddo, mi accompagnò mia madre nei primi giorni. Il giorno seguente mi trasferì all’Istituto per Sordi a Boccetta. Qui conobbi tanti ragazzi, miei coetanei. Molti Sordi siciliani e calabresi.
Ricordo un amico che era un matto di fatto. Era Marco, veniva dalla Calabria, credo che era di Palmi. Il suo preferito era prima di fare un piccolo giretto e poi fare centro con un pugno. Diceva che era pre sentire le sue orecchie.
Un ragazzo fantastico!!!
Faceva ridere le sue “provocazioni”. Mi ricordo che spesso litigavano con Umberto detto “Topo Coco”. Meglio che non vi dico il motivo del sopranome se no… Era famoso Umberto!!!
Con Umberto e Marco, a Boccetta, nell’Istituto non si annoiava mai. Quasi mai. Tutte le sere, tutti i pomeriggi, tutte le ore.
Ricordo che Salvo, l’educatore, e io lo prendevamo spesso per portarlo in camera. Era testardo, tosto, furbo e… Aveva tanti difetti, ma aveva pure qualche virtù.
Conobbi per la prima volta padre Pietro, il direttore dell’istituto, era considerato come il nonno dei sordi. Era buono, altruista, intelligente, colto. Era simpatico, un tipo responsabile. Ed era anche “taccagno” in fatto di soldi, cioè nel senso che sapeva fare bene i conti ed era molto furbo.
Un grande era padre Pietro. Oggi credo che si a palermo nell’Istituto per Sordi di Palermo. C’è ne sono due che hanno la stessa denominazione: uno a Palermo e l’altro nella “mia” Messina, il Sant’Annibale Maria Di Francia!
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 4 anni e mezzo!!!
Ho tanti ricordi di avventure e di disavventure. La mia vita a Messina non era facile. Cercavo di “entrare” nella comunità sorda. Era la prima volta che vivevo con i simili, che erano come se fossero me stesso: erano Sordi.
Alcuni questi compagni sono diplomati dalle scuole e sono tornati nelle loro case d’origine, altri hanno preso altre strade, continuando a restare qui a Messina.
Il mio primo litigio, non posso di certo dimenticare, è stato per una stupidaggine. All’epoca ero “oralista” e cercavo di convincere i sordi a parlare come me. Molti non erano d’accordo con me. Alcuni si erano “chiusi” e non mi accettavano come amico!
Poi con il tempo e con l’aiuto di due cari amici: Pippo e Ciccio, due ragazzi di Aidone e l’altro di Santa Croce di Camerina.
Uno mi era molto simpatico ed andavamo quasi d’accordo, forse perchè dal punto di vista territoriale eravamo vicini Enna e Caltanissetta per soli 20 chilometri. Ed ecco che a volte andavamo d’accordo. In realtà eravamo due secchioni dell’Istituto.
Ricordo a malapena che amava studiare diverse lingue del ondo, dal coreano al giapponese, dall’hindi all’arabo. Era un glottilogo. Quante volte cercavo di convincerlo ad iscriversi all’Università.
Lo ero anche con Ciccio, un tipo simpatico, allegro. E’ stato lui a stimolarmi e ha cercato in tutti i modi ad entrare nel Comitato Giovani Sordi Italiani, la più grande associazione dei Sordi giovani d’Italia.
In realtà ero alla conoscenza, ma non accettavo la mia identità Sorda!
Con il tempo imparai molto di più a conoscermi, dal punto di vista psicologico e socio-culturale della comunità sorda.
E in quel tempo che passavo con loro finalmente quasi mi trovai la mia vera identità: ero Sordo!!!
Spesso mi convincevo che ero malato d’orecchi. Spesso mi convincevo che tra qualche tempo potevo diventare un udente: troppo spesso sognavo di poter telefonare, di poter parlare in qualsiasi posizione.
Era un’illusione!!!
Se non avessi conosciuto Ciccio oggi non sarei arrivato a questo livello, ad a fare molto per il CGSI. Grazie a Ciccio mi avvicinai molto di più anche ai miei coetanei nisseni: Alessandra, Fiorinda, Andrea e molti di loro.
Cercai anche di conquistare la fiducia nei ragazzi sordi nisseni e quelli dell’istituto messinese.
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 4 anni e mezzo!!!
Litigavo, discutevo e per la prima volta sognavo con delle mani che volavano nell’aria e che mi muovevo in modo strano. Era una cosa che non avevo mai sognato, nè provato in vita mia. Ricordo che confidò con la mia amica Fiorinda e mi disse che era la mia vera natura: ERO SORDO!!!
Ed ecco perchè sognavo con delle mani che volavano nell’aria: era la Lingua dei Segni. Era la LIS che spesso comunicavo. Di solito ero abituato, come se fossi da udente a “parlare” in Italiano.
Ma anche la LIS, con il tempo imparai molto veloce a conoscere la grammatica ed altre nozioni della LIS.
In poco tempo mi resi conto che la LIS era una lingua come delle altre lingue, e mi resi conto che riuscivo a comprendermi molto meglio con la Lingua dei Segni Italiana che con l’italiano.
Daniele, all’epoca era uno studente universitario a Firenze, e mi disse che era un fatto naturale ed era normale che quella parte che mi mancava era quella dell’IO. Cioè che ero io la Persona Sorda.
Mi ci è voluto parecchio tempo.
Poi con le pressioni di Ciccio tentai di convincermi a provare a fare nuove esperienze nel CGSI, cominciai ad entrare, mi candidai e feci tante attività, non solo a Caltanissetta, anche in tutte le parti della Sicilia. Di qui conobbi altri ragazzi, altri colleghi provinciali del CGSI siciliano. Ne conobbi tanti ragazzi e ragazze. Era una vera e grande comunità Sorda!
Mi ricordo che cercavo di comprendere e di apprendere la LIS che spesso si segnavano tra ragazzi Sordi. Ma anche gli Udenti segnavano la LIS. Alcuni. Erano figli di genitori sordi. Ovvio!
E sono passati 8 anni nel CGSI nisseno. Adesso a guidare è Alessandra, una mia cara amica. Nonchè mia compaesana!
Grazie a questo CGSI ho seguito quasi tutti seminari interessanti: l’Identità Sorda di Nazzareno, dell’Associazionismo e del Mondo dei Sordi di Humberto, della Sordofobia di Vetuschi e di molti altri Sordi che hanno fatto molto per migliorare la Comunità Sorda!!!
E da quel giorno mi sono conosciuto dell’io e ho esplorato il mondo dei Sordi e la Comunità Sorda. E sono passati per più di dieci anni. Saranno iniziati dal lontano 2005.
Mamma mia, sto scrivendo un diario lungo di quasi 12 anni e mezzo!!!
E oggi???
Sono arrivato a un nuovo livello con nuove conoscenze, tramite il CGSI, a nuovi amici, nuovi colleghi di varie associazioni giovanili del Nisseno: ACLI, FUCI, “Giovani & Sociale”, Consulta Giovanili.
Una bellissima esperienza e sono passati del parecchio tempo.
Ed ecco che sono arrivato pure in politica. Sono iscritto ad un partito politico per far valere i diritti e doveri ai Sordi. Per migliorare e creare dei servizi alla società civile, per una politica di integrazione sociale tra Sordi ed Udenti con la LIS e l’italiano parlato, ma anche di scrittura.
E il tempo non passa mai!
E in facoltà passavano gli anni di proteste, di rinvi delle lezioni, dei trasferimenti. Passavo da un ufficio all’altro dei prof. Spesso i prof fanno il doppio lavoro. Spesso facevo avanti ed indietro, salivo e scendevo per le scale, per cercare dei prof, ma spesso erano assenti. E andavo da un ufficio all’altro delle segreterie in qualche parte di Messina, dalla piazza Antonello a quello centrale in piazza Pugliatti.
Un calvario all’universitaria; anzi alla Messinese!
Ricordo che mi accompagnavano sempre una ditta per circa 3 anni, per il trasporto tra l’istituto e la facoltà. Credo che era la ditta “Puleo Viaggi”.
La facoltà di Lettere e Filosofia è nella zona di Annunziata. C’è un bell’edificio moderno con i ferri di colore rosso e di vetri di colore azzurro. Sembra un incorocio tra terra e cielo. Forse era questo l’architetto che aveva progettato una cosa d’arte cosi particolare.
E adesso dopo 3 anni e mezzo per la prima volta andai a piedi a conoscere finalmente la mia Messina. Vidi e scattai qualche foto in qua e in là dei bei monumenti che prima d’ora non li vedevo.
E spesso ci andavo in facoltà con il tram tra Boccetta alla fermata di fronte della Prefettura e salivo alle spalle del Palazzo Antonello per le scale per poi andare nella parte opposta di viale Principe Umberto nelle parti del Cristo Re. E andavo, per raggiungere alla facoltà, alla capolinea del tram, di fronte del Museo Regionale di Messina.
Era la fermata ultima che poi si scendeva e si percorreva con le navette per poi andare ovviamente alla facoltà. Per la prima volta mi sentivo veramente uno studente universitario. Ero stanco di sentirmi come se fossi un “disabile dell’udito”!
E sono passati parecchio tempo. In facoltà ci andavo alle lezioni da un’aula all’altra e davo gli esami nei due sessioni degli appelli all’esame: estivo ed invernale.
Ricordo che nel 2010, era il mese di Giugno ed ero presente all’appello della sessione estiva, e qui ho un record personale: ho dato per più di 6 esami in un solo mese!!!
Una bella soddisfazione era quell’estate del 2010.
Ora sono passato all’anno del 2012 e sono al primo anno fuori corso. E’ passato del tempo burrascoso: tra scioperi, problemi burocratici e per il passaggio a causa della Riforma Gelmini. E qui mi scattai la mia preoccupazione e le difficoltà: alcuni prof erano trasferiti, altri erano andati in pensione. Il mio Corso di Laurea “Beni Culturali” era di fatto abolito.
Ricordo che al primo anno universitario ero in un altro corso, quello di Storia. All’inizio pensai che i corsi erano liberi ed aperti come tutte le Università italiane; invece era un corso a numero limitato. E cosi la prof, la responsabile dell’ufficio Disabili, professoressa Gensabella mi consiglio di studiare per poco tempo alla Storia che alcune materie erano simile al corso prescelto da me.
Passato per un anno ed arrivò il mese d’agosto mi prepari dei documenti: passaggio al corso prescelto e superai l’esame del test. Riusci ad entrare nel Corso di “Beni Culturali”.
E oggi sono passati quasi 3 anni.
Mamma mia sono passati quasi più di 3 anni or sono!!!
E adesso sono arrivato a meno di 5 materie da consegnare agli esami all’appello estivo. E già da parecchio tempo batto e ribatto gli appunti la bozza della tesi di laurea!
Sono passati esattamente 4 anni e mezzo a sentirmi un mezzo nisseno e un mezzo messinese.
Secondo il mio amico napoletano, che lavorava come custode e portiere dell’istituto, Giulio, oggi è in pensione (o forse è morto?) che spesso in portineria facevamo quattro salti in “padella”, chiacchieravamo e scherzavamo.
L’unico ricordo che mi è rimasto di Giulio è quella di avermi fregato un euro per un libro, credevo che in portineria si vendeva pure dei libri e invece… Un galantuomo!!!
Un portiere molto spiritoso e furbo!!!
Secondo lui ero io l’unico anormale dell’istituto, con la A maiuscola.
Quante risate facevamo io e Giulio.
E sono passati 4 anni e mezzo e già ho raccontato abbastanza la mia storia da studente universitario.
Un ricordo che me lo conserverò nel mio cuore, e chiedo scusa a molti amici che non li ho citati, ma prometto che lo scriverò in qualche libro, solo i libri ha tanto spazio e potete leggerli, ma in un libro elettronico è tanto.
Ciao diario e grazie di avermi dato del tempo a scrivere i miei più belli ricordi a Messina.
fonte: [SNS - Social Network Sordi]
sabato 19 maggio 2012
NON SONO OMOFOBO NE' RAZZISTA
Salve amic*, nemic*, lettori e lettrici internauti,
in questi giorni mi sono giunte nei commenti e degli SMS e delle email che mi insultano in mia persona; nonostante che i miei sforzi ed imparo a cercare di migliorare lo stile di vita nella Comunità Sorda siciliana.
Purtroppo, quel qualcuno si comporta molto male ed irrispettoso nei miei confronti di cui non accetterò MAI il loro comportamento nei miei confronti ed è una cosa buffonata!
Non accetterò mai di cedere il passo, non ritirerò mai più dalla politica e dalla vita associativa!
Non mollerò mai finchè non raggiungerò i miei obbiettivi per migliorare e di dare una felicità ai Sordi siciliani.
I miei diritti e doveri sono gli stessi dei Sordi siciliani!
I gay e le lesbiche della Comunità GLBT siciliana non sono mai più permessi di occupare, nè di interessare della vita politica ed associativa; non hanno il diritto di intervenire o di altro. Hanno mancato di rispetto nei miei confronti di un Sordo Etero!
Non importa se sono Etero o non sono Gay; ma sono una Persona Sorda che merita il massimo rispetto come PERSONA SORDA e non per il gusto sessuale! E in più ha mancato del rispetto in mia persona da quanto occupavo la mia carica da Vice Presidente Provinciale del CGSI e da capogruppo della Commissione Servizi della Consulta Giovanile di San Cataldo che hanno più volte ostacolato i progressi e delle proposte in atto, nonostante i membri dei gruppi GLBT sono contro la politica associativa dell'ENS siciliana ed italiana!
Quindi in conclusione non starò MAI buono finchè i membri dei gruppi GLBT Sordi Sicilia, ed esigo che le persone interessate Katia T. e Monica C., non scriveranno una lettera di scusa nei miei confronti, in quanto sono arroganti e maleducate ed hanno più volte nelle occasioni mancato di rispetto nei miei confronti e non accetto la presenza di una Sorda "non Siciliana" che si intrometta nella politica siciliana senza rendersi conto delle conseguenze nei miei confronti!
Un consiglio: MAI MANCARE DI RISPETTO AD UNA PERSONA!!!
in questi giorni mi sono giunte nei commenti e degli SMS e delle email che mi insultano in mia persona; nonostante che i miei sforzi ed imparo a cercare di migliorare lo stile di vita nella Comunità Sorda siciliana.
Purtroppo, quel qualcuno si comporta molto male ed irrispettoso nei miei confronti di cui non accetterò MAI il loro comportamento nei miei confronti ed è una cosa buffonata!
Non accetterò mai di cedere il passo, non ritirerò mai più dalla politica e dalla vita associativa!
Non mollerò mai finchè non raggiungerò i miei obbiettivi per migliorare e di dare una felicità ai Sordi siciliani.
I miei diritti e doveri sono gli stessi dei Sordi siciliani!
I gay e le lesbiche della Comunità GLBT siciliana non sono mai più permessi di occupare, nè di interessare della vita politica ed associativa; non hanno il diritto di intervenire o di altro. Hanno mancato di rispetto nei miei confronti di un Sordo Etero!
Non importa se sono Etero o non sono Gay; ma sono una Persona Sorda che merita il massimo rispetto come PERSONA SORDA e non per il gusto sessuale! E in più ha mancato del rispetto in mia persona da quanto occupavo la mia carica da Vice Presidente Provinciale del CGSI e da capogruppo della Commissione Servizi della Consulta Giovanile di San Cataldo che hanno più volte ostacolato i progressi e delle proposte in atto, nonostante i membri dei gruppi GLBT sono contro la politica associativa dell'ENS siciliana ed italiana!
Quindi in conclusione non starò MAI buono finchè i membri dei gruppi GLBT Sordi Sicilia, ed esigo che le persone interessate Katia T. e Monica C., non scriveranno una lettera di scusa nei miei confronti, in quanto sono arroganti e maleducate ed hanno più volte nelle occasioni mancato di rispetto nei miei confronti e non accetto la presenza di una Sorda "non Siciliana" che si intrometta nella politica siciliana senza rendersi conto delle conseguenze nei miei confronti!
Un consiglio: MAI MANCARE DI RISPETTO AD UNA PERSONA!!!
Etichette:
filosofia sorda,
politica sorda,
Surdus VII
| Reazioni: |
mercoledì 9 maggio 2012
LA COLPA DEL PDL SANCATALDESE
Abbiamo perso grazie all'alleanza del PDL sancataldese, in particolare alla presenza dei deputati Pagano e Torregrossa, soprattutto per la forte presenza dei pidiellini anzichè dei futuristi del FLI.
Per questo ero fortemente contrario e non convinto dell'alleanza con il PDL locale insieme a noi del FLI. Ed ecco il risultato: abbiamo perso una battaglia politica!
Il candidato sindaco, per rinfrescare la memoria, in realtà era del FLI; ma a più volte detto: non sarò ingabbiato dai partiti. In effetti l'errore c'è stato: quella mania di presenza dei pidiellini onorevoli. E' stato più volte marionettato.
Ma ora ci lavoriamo per riorganizzare per il ballottaggio e dopo le elezioni del ballottaggio controlleremo le prossime attività del futuro sindaco e delle mozioni del Consiglio del Comune di San Cataldo per stare attenti ai bisogni dei cittadini sancataldesi.
Il FLI sancataldese ha portato con sè 795 voti ed è un bellissimo risultato per poter vigilare a San Cataldo.
I consiglieri che siederanno saranno 4: Bartolo Mangione (ex vice sindaco), Antonella Pinzino (la prima futurista donna), Salvatore Tumminelli ed il coordinatore cittadino avv. Antonio Messina.
Per questo ero fortemente contrario e non convinto dell'alleanza con il PDL locale insieme a noi del FLI. Ed ecco il risultato: abbiamo perso una battaglia politica!
Il candidato sindaco, per rinfrescare la memoria, in realtà era del FLI; ma a più volte detto: non sarò ingabbiato dai partiti. In effetti l'errore c'è stato: quella mania di presenza dei pidiellini onorevoli. E' stato più volte marionettato.
Ma ora ci lavoriamo per riorganizzare per il ballottaggio e dopo le elezioni del ballottaggio controlleremo le prossime attività del futuro sindaco e delle mozioni del Consiglio del Comune di San Cataldo per stare attenti ai bisogni dei cittadini sancataldesi.
Il FLI sancataldese ha portato con sè 795 voti ed è un bellissimo risultato per poter vigilare a San Cataldo.
I consiglieri che siederanno saranno 4: Bartolo Mangione (ex vice sindaco), Antonella Pinzino (la prima futurista donna), Salvatore Tumminelli ed il coordinatore cittadino avv. Antonio Messina.
Etichette:
FLI 22,
santu catallu
| Reazioni: |
mercoledì 2 maggio 2012
Le Iene - Servizio Ponte per sordi
Ecco il servizio di LE IENE di Gabriele Serpi.
Etichette:
mondo udente,
politica sorda
| Reazioni: |
LA FONTANA ABBANDONATA E DIMENTICATA
Passeggiando con la mia migliore amica a fare una presa d'aria al cane, Tyler, girando in qua e in là faccendo i salti da un cespuglio e l'altro.
In un angolo abbiamo scoperto una fontana abbandonata e dimenticata in uno stato veramente disastrosa e nauseabonda che in una villa come la nostra a San Cataldo si versa in una struttura cosi del genere. Tutta abbandonata a sè stessa.
Ecco la foto del "peccato":
In un angolo abbiamo scoperto una fontana abbandonata e dimenticata in uno stato veramente disastrosa e nauseabonda che in una villa come la nostra a San Cataldo si versa in una struttura cosi del genere. Tutta abbandonata a sè stessa.
Ecco la foto del "peccato":
La fontana realizzata nel periodo dei tempi della fondazione della città di San Cataldo.
Non sappiamo molto della storia della costruzione di un'opera architettonica come la fontana; ma sappiamo che prima della collocazione nell'attuale villa comunale era vicino al Monumento dei Caduti dell'epoca, dopo la Prima Guerra Mondiale nel 1919, nell'attuale Piazza degli Eroi. Non sappiamo neache chi sia l'architetto, nè del committente; ma secondo la storia pare che siano stati i Galletti. All'epoca erano i principi della Città di San cataldo ed erano padroni terrieri e delle miniere, anche delle zone agricole.
Non sappiamo molto della storia della costruzione di un'opera architettonica come la fontana; ma sappiamo che prima della collocazione nell'attuale villa comunale era vicino al Monumento dei Caduti dell'epoca, dopo la Prima Guerra Mondiale nel 1919, nell'attuale Piazza degli Eroi. Non sappiamo neache chi sia l'architetto, nè del committente; ma secondo la storia pare che siano stati i Galletti. All'epoca erano i principi della Città di San cataldo ed erano padroni terrieri e delle miniere, anche delle zone agricole.
Oggi completamente distrutta ed abbandonata nel tempo trascorso nei secoli degli anni in una villa come la VillaComunale, ad un angolo dall'entrata verso la parte della via principale sopra la pizzeria "SFIZIO". Da lì oggi è nascosta in un angolo anonimo con delle scritte imbrattate ed abbandonate in un'opera d'arte cosi straordinario e meraviglioso dell'arte sancataldese dell'epoca.
Ci vorrebbe che a San Cataldo crease un'associazione dei giardinieri e che li possano contribuire i volontari della nostra città per ammirare la bellezza della natura, della fontana, del parco una meraviglia della nostra città che è il nostro spazio verde e naturale per tutelarli e renderli vivi le giornate da passare.
Etichette:
santu catallu
| Reazioni: |
Iscriviti a:
Post (Atom)





